
I pitagorici e gli eleati.
Dalla Physis al Lgos.
La riflessione dei fisici di Mileto - in particolare quella di
Anassimandro sull' peiron - aveva messo in evidenza il grande
potere della mente (nos) umana, e la sua diversit rispetto a
tutte le altre realt della natura. Essa produce pensieri,
ragionamenti (lgoi) che sono invisibili e sfuggono
all'esperienza. Ne conseguiva che la totalit delle cose non era
riducibile alla sola dimensione fisica e che il principio
(l'Essere) ha un'altra natura. Per questo tipo di ricerca -
nonostante lo sforzo di Anassimandro - le risposte dei filosofi
della scuola di Mileto apparvero inadeguate. Anche gli strumenti
tradizionali di conoscenza, legati all'esperienza sensibile e ai
dati empirici - per i fisici ionici punto di partenza
ineliminabile per qualsiasi tipo di riflessione teorica -, non
furono pi considerati sufficientemente potenti.
Se il visibile non si dimostrava in grado di spiegare
l'invisibile, si poteva tentare la strada opposta. Il pensiero -
che si rivelava capace di cogliere il divenire delle cose e, al
tempo stesso, di superarlo svelandone il principio immutabile -
cominci ad essere considerato l'unico strumento di conoscenza in
grado di cogliere la legge del divenire. Se il pensiero era capace
di pensare l' Essere, doveva averne le stesse caratteristiche; fra
l'Essere e il pensiero doveva esserci una correlazione stretta,
una sintonia. Cos si inizi a ritenere che l' arch fosse Lgos,
e che solo la ragione umana, il lgos dell'uomo, avesse le
caratteristiche necessarie per comprendere quel Lgos fondamento
della realt e del divenire.
Nacquero cos nuove scuole filosofiche. E le capacit di
astrazione della ragione si potenziarono nella scuola pitagorica e
raggiunsero il loro culmine nella proposta-provocazione di
Parmenide e della scuola eleatica. Parmenide separ nettamente
l'Essere dal Non-essere, la Verit (Altheia) dall'opinione
(dxa), fece coincidere l'Essere con il pensiero e si rifiut di
attribuire al divenire (e all'esperienza sensibile) i caratteri
della realt: l'occhio fisico non conta nulla; ci che conta 
l'occhio della mente, l'unico in grado di cogliere la Verit
immutabile

